All’ippodromo delle Capannelle

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La giornata è decisamente uggiosa, tipicamente padana, penso, mentre sono in coda sulla tangenziale che si dirige verso l’Appia e le sue rovine. Giornata veramente ideale per scattare fotografie! Le prime ore le trascorriamo soli, un branco di giovani fotografi armati fino ai denti che si aggirano frenetici in cerca dello scatto migliore, ad osservarci solo vecchi gatti, e Francesco Cito, nostro maestro per un giorno, un tantino tra le sue ma molto educato e discreto. Troviamo le stalle, i cavalli, i maniscalchi, i primi movimenti. Una guardia ci ricorda che le scuderie sono pericolose e ci invita a lasciarle, tanto noi le nostre foto le abbiamo già fatte. Verso le due arrivano i primi scommettitori, per lo più pensionati. Febbre da cavallo. Questa gente scommetterebbe pure su chi di noi taglia primo il traguardo, noi che scorrazziamo a briglia sciolta tra le piste, e se ci vedesse la guardia?

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Conosco un caro vecchiettino, Giovanni, ex fantino. Lui correva negli anni Quaranta, poi l’hanno mandato a combattere i tedeschi sull’Arno. Adesso ogni settimana è qua, tutti lo conoscono, questo è il suo mondo.”Ciao Giovannì, il solito?” Mi offre una Coca che mi gonfia la pancia ancora convalescente dal virusdellostomacomaledetto.

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Sono accovacciata di fianco alle gabbie di partenza. Gli addetti ai lavori sono gentili, ci offrono del vino, sono snelli e robusti, abbronzati e sorridenti. Sono partiti! Non riesco a fotografare la partenza, intenta a litigare con l’elettronica della mia macchina digitale. Ma in effetti, non mi importa.

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Tante storie si aggirano da queste parti. Tanti soldi. Sprecati. Datti all’ippica! Questo termine ora mi è chiaro. Ma il gioco è gioco, e il divertimento vale la candela. Ma sarà davvero un divertimento? Un vizio può esserlo? Non so. Non si capisce il perchè di un vizio finchè non lo si possiede. E poi, i vizi costano! Le capannelle sono la banca del vizio. E un modo di passare il tempo per tanti anziani soli. Curioso. Malinconico. Affascinante.

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~ di azizavascophotographer su Marzo 1, 2008.

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